ECLETTISMO E MODERNITA'

DELLE 26 PICCOLE SONATE DI GIUSEPPE TARTINI

Rivista “Musica. Storia, analisi e didattica"

I Quaderni del Conservatorio di Foggia, IV / 2016

 

Il presente studio, il cui campo d’azione sconfina nell’ambito degli studi musico-letterari, vuol fare luce sulle presenze letterarie riscontrabili nell’opera violinistica del compositore istriano Giuseppe Tartini (1692 – 1770), in particolar modo nelle poco note 26 Piccole Sonate per Violino Solo. La raccolta, composta a partire dalla metà del 1700, mostra una spiccata predilezione verso la ‘cantabilità’ e la semplificazione del linguaggio musicale rispetto alle opere del periodo precedente. È stata costruita, infatti, in stretta relazione con la poesia italiana coeva e non: per una migliore comprensione della questione, i riferimenti all’opera letteraria di Tasso, Petrarca, Metastasio e altri sono stati compresi in una apposita tabella. Dall’approfondimento di tali preziosi spunti letterari e dall’analisi dei suggerimenti che Tartini offre riguardo la tecnica violinistica, nasce l’opportunità di evidenziare le moderne scelte operate dal compositore riguardo il sintomatico rapporto musica-natura. 

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Eclettismo e Modernità delle 26 Piccole
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