Felice Giardini, Sei Duetti a due Violini Op. 2

 

Tactus Label, 2019

The Six Duets for two violins Op. 2, dedicated to Prince Friedrich Heinrich Ludwig of Prussia (1726-1802) were printed for the author by the London editor John Cox in 1751. In this works Giardini’s style as a composer is spontaneous, fresh, pleasing, naturally elegant. In the structure and articulation of movements, his abandoning of the baroque style of playing in favour of the more rational and balanced structure allegro-adagio-allegrois already evident. The balance, the formal clarity, the counter-pointed linearity supported by playful rhythmic dialogues, the grace ofslowmovements, the richness of the writing and harmonic solutions, the melodic tensions, the rapid and light interventions, the symmetry of the accents, the clever use of passages sometimes virtuosic, confirm the perfect fusion between the “Style Galant” of the Italian tradition and the influences of the German traditions, in particular those of Johan Christian Bach, Johan Stamitz and the Manheim School. The parts of the first and second violin are in perfect and refined balance between them: time after time, every part assumes a thematic value or function as a harmonic support without one ever predominating over the other. It is the aim of the interpreters to make the aristocratic game of the elements expressive in a synthesis that is dialectically alive, capable of delineating the stylistic colours and shapes of the era. 

 

Sei Duetti a due Violini Op. 2, dedicati al Principe Friedrich Heinrich Ludwigdi Prussia (1726-1802), furono stampati, per conto dell’autore, per l’editore londinese John Cox nel 1751. In queste opere lo stile compositivo di Giardini è spontaneo, mai artificioso, fresco, cantabile, di elegante naturalezza. Nell'impianto e nell'articolazione dei movimenti è già evidente l'abbandono dello stile sonatistico barocco a favore della più razionale e bilanciata struttura Allegro-Adagio-Allegro. L'equilibrio, la chiarezza formale, la linearità contrappuntistica supportata da giocosi dialoghi ritmici, la grazia degli adagi, la ricchezza di scrittura e di soluzioni armoniche, le tensioni melodiche, gli incisi rapidi e leggeri, la simmetria degli accenti, l'uso sapiente di passaggi a tratti virtuosistici confermano la perfetta fusione tra la tradizione italiana dello “stile galante” e le influenze della tradizione tedesca, in particolare di Johann Christian Bach, di Johann Stamitz e della Scuola di Mannheim. Le parti del primo e del secondo violino si pongono in perfetto e ricercato equilibrio tra loro: ogni parte, di volta in volta, assume valore tematico o funzione di sostegno armonico senza che nessuna predomini mai sull’altra. È compito degli interpreti rendere espressivo il gioco aristocratico degli elementi in una sintesi dialetticamente viva, capace di delineare i colori e i contorni stilistici dell'epoca.